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Sito della Prof.ssa Angelucci
Novità maturità - RadioRai1 - 21/01/2019 PDF

Il caso ha voluto che mi sia stato chiesto di raccondare a Radio Rai 1 le perplessità della lista Mathnews sulla simulazione di seconda prova proposta dal MIUR. Quello che penavo di dire era questo: 

"Noi insegnanti di matematica e fisica, tra i firmatari della petizione di change.org contro l’ipotesi di seconda prova simile alla simulazione inviata il 20 dicembre che ha superato ormai le 15.000 firme, ci siamo mobilitati non perché siamo piagnoni, buonisti, passatisti, pigroni, puristi della matematica, ecc ma perché conosciamo, amiamo e rispettiamo il nostro lavoro e, soprattutto, perché abbiamo a cuore i ragazzi che ci sono stati affidati.

Nel complesso chiediamo solo di avere indicazioni certe, non contraddittorie e fornite per tempo per preparare i ragazzi all’Esame. Nel merito, contestiamo della simulazione del MIUR perché:

1)     E’ una prova di fisica, non di matematica e fisica. Si dichiara di voler verificare le conoscenze sia di fisica sia di matematica e quest’ultima invece è messa in secondo piano: i problemi sono entrambi di fisica (e pure contestualizzati) e nessun quesito è di matematica. La matematica è quindi presente solo come strumento. Invece di essere coprotagonista della prova ha un ruolo di spalla.

2)    Si contraddice così quanto scritto nei Quadri di Riferimento che recitano: “La prova è finalizzata ad accertare l'acquisizione dei principali concetti e metodi della matematica di base, anche in una prospettiva storico-critica, […] per l’intero percorso di studio del liceo scientifico”.

3)   E' una prova di fisica difficile. Prova ne è che 6 quesiti su 8 sono tratti da un libro di FISICA UNIVERSITARIO [russo, del 1979: scritto dal prof. IRODOV e tradotto in inglese nel 1981]. 

Le ore di insegnamento della fisica sono inferiori di molto alle ore di insegnamento della matematica (il rapporto è 13 a 22) quindi una prova di fisica dovrebbe essere più semplice di una prova di matematica. E una prova contenente quesiti di livello universitario non è certamente semplice. 

Il MIUR propone una prova che può essere affrontata con successo solo da una percentuale esigua di studenti di liceo tra il 2 e il 5%. 

I problemi di fisica, inoltre, sono contestualizzati, richiedono cioè la capacità di tradurre il contesto realistico in un contesto fisico e poi di tradurre questo in linguaggio matematico (una matematica difficile, oltretutto) e poi lavorare con la traduzione matematica operata.

Il problema 2 è stato preso dal corrispettivo EdS francese (baccalauréat) ma con delle modifiche sostanziali che vanno in direzione contraria a quanto sopra. Nel testo francese la comprensione è guidata da molte precisazioni e anche da una scansione grafica del testo stesso che scompare nella versione italiana: più compattata e quindi più criptica. [En passant, le ore di matematica sono 6 e le ore di fisica, 4 per i francesi cui è richiesto di risolvere quella prova. Da noi sono 4 e 3 rispettivamente...]

Il rischio è la paralisi: l'ansia di un esame così importante - già di maturità non per caso - si somma con l'ansia portata dai diversi passaggi di trattamento richiesti. Un ragazzo medio rischia di non sapere cosa fare. Di sentirsi in trappola: senza via d’uscita. Un disastro.

Mi sembra veramente che non si tenga conto che questi esami di Stato verranno affrontati da persone giovani, poco strutturate, in formazione. Noi docenti siamo professionisti: siamo pagati per arrangiarci... Ma loro sono ragazzi e ragazze. Figli e figlie. Credo che meriterebbero più rispetto e più attenzione.

Chiediamo che la prova venga ripensata in modo da poter essere affrontata da tutti i ragazzi. Chiediamo che vi siano presenti richieste di matematica e fisica distinti tra i quali i ragazzi possano scegliere quelli che pensano di saper affrontare meglio. Chiediamo tanti esempi di prova sui quali preparare i ragazzi.

Per il futuro ci piacerebbe che le prove venissero pretestate un anno in anticipo. E che il parere di insegnanti e studenti venga tenuto nella considerazione che merita: massima.

Vogliamo poi parlare poi del colloquio? In genere non parlo di cose che non capisco. Ma visto che dovrò poi esaminare persone, con queste modalità che non capisco, mi inquieto: a pochi mesi dagli esami non riesco a immaginare neanche vagamente come le parole scritte nel decreto possano tradursi in una realtà reale. Ci vorrà tutta l’italica creatività per condurre a lieto fine quest’ennesimo incubo…"

Quel che poi ho detto, se volete, potete ascoltarlo qui. Assieme alle posizioni di Giovannelli (DS, presidente ANP) e del collega Sghembra di latino e greco. Buon ascolto 

 

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