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Sito della Prof.ssa Angelucci
Epidemia di epatite A in Europa - 23/08/2017 PDF

Come potete leggere in questa circolare del Ministero della Salute, è in corso in Europa un’epidemia di epatite A. Detta anche epatite alimentare.

La parola epidemia la potete trovare in oggetto, tre volte a pag 2 e una volta a pag 3. Questo per specificare che non si tratta di una mia esagerazione ma di quanto affermato dal Ministero stesso. Riporto stralci (grassetti miei):

“In Italia, nel periodo agosto 2016-aprile 2017, sono stati notificati 1.410 casi, rispetto ai 142 osservati nello stesso periodo dell’anno precedente: l’incremento è stato di circa 10 volte (4,1x100.000 rispetto a 0,4x100.000 nell’anno precedente).

[…]

 Nei primi mesi epidemici il maggior numero di casi è stato osservato nella regione Lazio; in seguito è stato registrato un incremento in diverse regioni italiane, soprattutto in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Campania. L’eccesso dei casi è presente principalmente nelle grandi città (nel Lazio, l’86% dei casi sono stati segnalati a Roma e in Lombardia, il 59% a Milano). Attualmente i dati mostrano che l’epidemia si sta diffondendo nella popolazione generale.”

Attenzione, in rete sembra che la questione riguardi solo i "maschi che fanno sesso con altri maschi (MSM)" e cioè la comunità omosessuale, mentre il 40% dei casi accertati non rientra in questa casistica.

In particolare sono venuta a conoscenza della situazione perché due persone che conosco si sono ammalate, e sono state ricoverate una settimana: una allo Spallanzani di Roma e l'altra al Policlinico Umberto I di Roma. Un uomo di 47 anni, eterosessuale, e sua figlia di 15 anni.

Tra aprile e maggio del 2017. L'hanno contratta da alimenti contaminati,  quasi certamente consumati assieme, ma i tempi di incubazione sono stati differenti per l'uno e per l'altra: la ragazza è risultata posiiva alle analisi del sangue quasi un mese dopo suo padre.

In entrambi gli ospedali mi è stato detto che era in corso un'epidemia a livello europeo.

Potete trovare nella circolare stessa indicazioni sui comportamenti da seguire per ridurre al minimo il rischio di contagio.

Il tempo di incubazione può arrivare anche a sei settimane e i sintomi possono comprendere, oltre a quelli indicati, dolori muscolari e articolari anomali (difficoltà a camminare) e grande senso di spossatezza.

Tra la comparsa dei sintomi e la positività delle analisi cliniche al virus possono passare anche due settimane. Ma l’ittero (pelle e occhi gialli), il prurito e le urine molto scure (marroni) sono segnali inequivocabili.

L’ospedale Spallanzani  di Roma sta facendo una campagna di vaccinazione gratuita per gli adulti tra 18 e i 45 anni che prevede esami del sangue per accertare l’assenza di anticorpi (se contratta in età infantile può essere asintomatica, perciò si può essere immuni senza saperlo) e vaccino se non vengono rilevati. Potete prenotarvi qui.

E’ una malattia molto seccante e richiede mesi (da due a sei) per un completo recupero. E' contagiosa, anche se le modalità di contagio sono poche (si veda la circolare). E si smette di essere contagiosi dopo pochi giorni dalla fase acuta di comparsa dei sintomi.

Inoltre, indebolendo il fegato e quindi le difese immunitarie, può lasciare accesso ad altri virus, come quello della mononucleosi. Così è stato per entrambe le persone che conosco.

Meglio non prendersela! Io mi sono vaccinata.

 

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