Powered by JoomlaGadgets

VISITE

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi371
mod_vvisit_counterQuesta settimana821
mod_vvisit_counterQuesto mese7583
mod_vvisit_counterIntero periodo435218

Sito della Prof.ssa Angelucci
"Classe Z" (26/03/2017) PDF

Giovedì 23 marzo, per una serie di casualità, mi ritrovo il cinema a scuola: una quasi vera sala cinematografica, allestita in palestra, per l'anteprima per la stampa (?) di: "Classe Z".

Il regista, Guido Chiesa, è lo stesso di un film che ho amato: "lavorare con lentezza"; la classe che accompagno è composta di belle capocce che mi fanno pregustare il momento del dibattito (a fine proiezione; con il cast al completo; compreso l'interessante Alessandro Preziosi); la produzione ha cercato e ottenuto di fare la proiezione per la stampa in un vero liceo.

Sono nella predisposizione d'animo migliore per godermi un bel momento, quindi.

Il film, da profana, mi sembra formalmente ben fatto (qui trovate un'opinione differente: una stroncatura da esperti del ramo).

Rido molto. Gli attori (una macedonia tra professionisti e blogger), sembrano tutti dignitosi o bravi.

Quando, finito il film, il regista chiede se a qualcuno non è piaciuto, non alzo la mano. Anche se veicola contenuti inaccettabili. Per me.

Già prima della proiezione il regista aveva accennato alla voglia di studiare dei ragazzi che è poca; a ragione, secondo lui. Frase che non ho apprezzato.

Finisce il film. Arriva, in pompa magna, il cast e parte una sequela di battute.

L'attore Catania butta là una frase apparentemente innocua: "Perché poi, della scuola, quello che ricordiamo sono solo gli aneddoti, no?"; e un altro degli attori si vanta serenamente di aver superato il liceo in sette anni, invece dei cinque previsti.

Ma il regista freme per dare la parola al pubblico: "Diamo il via libera alle domande di giornalisti e studenti!". E noi insegnanti? Ma non mi offendo: non serviva questa gaffe per far emergere la considerazione in cui il signor Chiesa tiene i professori, in particolare, e la scuola, in genere..

Per capirlo basta guardare il film. E qui parte lo spoilerone  (anticipazioni che possono rovinare il gusto della fruizione), perciò lasciate perdere, se avete intenzione di vederlo.

E' infatti un film che, come scrive - confortandomi - il critico di mymovie: "reinventa l'universo scolastico italiano senza conoscerne davvero le dinamiche interne, attingendo alle sitcom televisive e alle commedie cinematografiche americane".

Brevemente: il preside rigido (e poco attuale) di un Liceo Scientifico romano prova a rinchiudere gli studenti dell'ultimo anno [perché?] peggiori (sotto vari punti di vista) in un'unica classe. Con l'intento, pare, di farli bocciare [perché?].

Assegna a questa classe docenti selezionati non si sa bene con quale criterio [anch'essi i peggiori? o per estrazione?] tranne uno che - sarà lui a dirlo - si offre volontario: giovane del Nord [perché?] al primo incarico. Pieno di belle speranze.

Questo prof-ragazzino ha come mito "L'attimo fuggente" [bleah..] e se ne vanta con i ragazzi. Peggio: prova a farseli amici dicendo quanto anche a lui studiare sfrangesse le palle; e amenità del genere.

I ragazzi (problematici ma non cretini) non ci cascano. E lui, dopo tre mesi di tentativi più o meno ridicoli, cede e, dopo aver svelato quello che i ragazzi da soli non avevano capito [impossibile nella realtà], prende e se ne va! Molla. Lascia. Scappa.

Ora, tre mesi sono un'eternità per un professore che, come quello di latino e italiano di cui stiamo parlando, ha sette ore a settimana! e un centinaio di ore di lezione sono decisamente troppe per non cavare un ragno dal buco da ragazzi bislacchi, ma non delinquenti, e mollare. Se si hanno il cervello nella scatola cranica e il cuore nella gabbia toracica. Ma vabbè...

Trascorre altro tempo (insensatamente) e, finalmente, i ragazzi - poiché nessuno degli altri insegnanti è vagamente decente, né sotto il profilo umano, né professionale - si rendono conto che verranno bocciati, se va avanti così. E vanno a cercarsi il docente-ragazzino per farsi aiutare da lui.

Dopo qualche lagna lui accetta a condizione che si confidino con lui [perché?] e che si aiutino tra loro.

Chi voleva essere bocciato cambia idea. Chi sembrava interessato solo ai porno si scopre che è bravo in matematica. E una sequela di americanate a seguire. Perciò, ovviamente, tra un flusso di coscienza e una pittata alle pareti della comune in cui tutti, alla fine, aiutano tutti, arriva il primo happy end: la promozione.

Il racconto viene condotto attraverso flashback, durante il consiglio disciplinare estivo che dovrà decidere le sorti del prof fuggitivo (e no: non si può mollare una classe e andarsene...). E che i ragazzi riprenderanno (illegalmente) il preside cattivo che confessa le sue reali intenzioni e lo faranno sospendere. Permettendo così il reintegro del lagnone tanto, tanto, buono.

Ma avevamo proprio bisogno di un film-americanata che ribadisse quanto fa schifo la scuola italiana? Un film fatto da un regista che pensa che i ragazzi abbiano ragione a non aver voglia di studiare? E c'era proprio bisogno di venirci a dire quanto facciamo schifo, proprio a casa nostra: nella palestra della nostra scuola?

E poi, non se ne può più di sentire cavolate del tipo: "Perché poi, della scuola, quello che ricordiamo sono solo gli aneddoti, no?" o gente che si vanta di essere stata  bocciata e più volte!

Ho preso la parola e, con moltissima calma, ho detto alcune delle cose che ho già scritto sopra. Ma anche che, se potevano fare i mestieri che facevano è anche perché vari insegnanti - magari, non eccezionali: normalissimi; ma non squallidi come quelli dipinti nel film - li hanno costretti a leggere, capire, ripetere per ore e ore. E che la scuola italiana, incredibilmente, è fatta di tanti insegnanti anche più che normali: bravi, bravissimi ed eccezionali.

Il consiglio di classe peggiore che ho mai conosciuto era di un istituto tecnico per il turismo: personaggi orribili sotto vari punti di vista. Ma c'erano due insegnanti bravi anche lì.

Mi sono collocata tra i non squallidi. Tra quelli che propongono abitualmente l'aiuto reciproco tra studenti e il dialogo tra loro. Credo di poterlo fare.

E questo è quello che l'ANSA ha riportato. Ovviamente.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, e non utilizza cookie di profilazione. Per saperne di più sui cookie consultare la pagina Cookie Policy.

Accetto i cookie da questo sito.