Powered by JoomlaGadgets

VISITE

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi109
mod_vvisit_counterQuesta settimana1496
mod_vvisit_counterQuesto mese6099
mod_vvisit_counterIntero periodo409942

Sito della Prof.ssa Angelucci
I genitori spazzaneve PDF

Leggo sul Sole 24 Ore l'ennesimo invito ai genitori a fare un passo indietro. Qui l'articolo.

Ma perché? Qual è il problema se i genitori cercano di proteggere i propri figli? Non è sacrosanto diritto-dovere dei genitori proteggere i propri figli?

Certo, proteggerli da pericoli, o anche da minacce di pericoli. Non da qualunque problema, però.

Non dalla fatica di imparare, per esempio. Non si impara se non si fatica. Mi spiace. Se si è contenti di imparare, questa fatica si sente poco, ma non è che non ci sia.

E se non si è disposti a faticare, non si impara. Non si impara NIENTE. Non si impara a scrivere, a parlare e a leggere. E scusate se è poco...

In una delle mie classi i genitori sono particolarmente ipercritici con tutti noi docenti. A prescindere.

Il risultato è che in questa classe gli studenti non si affidano. E il problema non è nostro, alla fine dei giochi (nostre sono le seccature, certo): il problema grande è loro, che non imparano niente.

In un'altra classe l'atteggiamento di genitori e studenti è collaborativo e, guarda un po', in quella classe ragazze e ragazzi vanno come treni.

In una terza classe l'atteggiamento è altilenante e, indovinate un po'? Ebbene sì: il rendimento è altilenante...

Un'ultima cosa. Non se ne può più di sentir dire che la scuola non prepara al mondo del lavoro, non prepara alla vita. Nell'articolo citato si obietta debolmente a questa litania. Io vorrei obiettare con più forza: oltre a intessere relazioni con persone diverse (o diversissime) da noi, a scuola si impara a capire. E si impara a comunicare quanto si è capito.

Queste due COSE fondamentali, non sono forse comuni a ogni lavoro interessante?

A scuola si dovrebbe imparare anche a dare retta a chi ne sa più di noi. In certi casi, persino, a ubbidire.

Parola scandalosa, in un certo senso, ubbidire. Però quanti di voi nella vita di tutti i giorni devono ubbidire a un superiore (o alle "leggi del mercato" o allo Stato, o a chiccessia)? E se non sapeste farlo serenamente, senza sentirvi sminuiti o attaccati o peggio, come fareste ad andare avanti?

Pensateci la prossima volta che vi viene voglia di ergervi a scudi umani fra i vostri figli e la qualunque.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, e non utilizza cookie di profilazione. Per saperne di più sui cookie consultare la pagina Cookie Policy.

Accetto i cookie da questo sito.