Powered by JoomlaGadgets

VISITE

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi109
mod_vvisit_counterQuesta settimana705
mod_vvisit_counterQuesto mese8195
mod_vvisit_counterIntero periodo465747

Sito della Prof.ssa Angelucci
"I docenti italiani insegnano male" PDF

Mauro Moretti copre un ruolo di potere e di responsabilità.
Le parole di quest'uomo pesano, e tanto. Perciò sarebbe lecito sperare che, prima di parlare di qualcosa, sia sicuro di quello che dice; che sia ben informato.

Al meeting di CL parla di scuola, dicendo cose molto pesanti sugli insegnanti. Le sue parole sono molto dure, e hanno un'eco adeguata, ma sembra non conoscere bene l'argomento di cui parla.

Il FATTO, per esempio, che il livello di conoscenze che sembrano avere i nostri ragazzi (in base alle rilevazioni internazionali e nazionali) varia enormemente tre aree geografiche differenti e tra ordini di scuola differenti.

In particolare: dove il livello culturale delle famiglie e, sopratutto, il livello di considerazione che le famiglie hanno della scuola (quindi anche degli insegnanti) è ALTO, i ragazzi imparano; altrimenti, no.
Questo FATTO (risaputo da ONI di tempo: il rapporto Mackenzye citato nel post precedente, questo dice, sostanzialmente) dovrebbe implicare AZIONI improntate ad ELEVARE la considerazione che si ha nei docenti, dove manca, e non a tentare di abbassarla OVUNQUE.

[La quantità e la qualità delle conoscenze e competenze che studentesse e studenti riescono ad acquisire  dipendono moltissimo dal loro ambiente culturale di provenienza anche a causa degli irrisori investimenti italiani nell'istruzione. In proposito, rinvio al post precedente...]

Altro aspetto evocato dall'ingegnere è l'eterna questione dell'aggiornamento dei programmi. Forse le sue intenzioni sono anche buone (equiparare cultura umanistica e cultura tecnologica - dal mio punto di vista direi che si dovrebbe smettere di distinguerle, ma andiamo fuori tema così) ma, di nuovo, mostra di non sapere che il nocciolo del problema non sta nei programmi (già aggiornati nella direzione da lui indicata, oltretutto), ma nella formazione sistematica degli insegnanti.

Formazione (e prima selezione e la tanto sbandierata valutazione di cui parla anche il NOSTRO) che è stata attuata, fra il 2000 e il 2010, dallle SSIS (Scuole di Specializzazione all'Insegnamento Secondario) che, almeno in ambito scientifico, funzionavano abbastanza bene (mai perfezionate - non erano perfette - perché di anno in anno sotto minaccia di chiusura!) e che (guarda un po'?) sono state chiuse e rimpiazzate dal CAOS...

A questo punto mi, e vi, chiedo: com'è possibile che persone di potere e di responsabilità (circondate da stuoli di collaboratori e con possibilità di conoscenza illimitate) non sappiano cose che una semplice insegnante, come me, sa?

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, e non utilizza cookie di profilazione. Per saperne di più sui cookie consultare la pagina Cookie Policy.

Accetto i cookie da questo sito.