Powered by JoomlaGadgets

VISITE

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi161
mod_vvisit_counterQuesta settimana940
mod_vvisit_counterQuesto mese5524
mod_vvisit_counterIntero periodo554118

Sito della Prof.ssa Angelucci
Concezioni distorte del promuovere o bocciare PDF

Ci sono insegnanti che si spendono per non far passare alcune/i ragazze/i all'anno successivo per "fare selezione": per crearsi un sorta di classetta "ariana" dove non siano presenti elementi non graditi.

A prescindere dunque dal senso proprio della faccenda del promuovere o bocciare (brutta parola, sì, ma così c'intendiamo!), che deve avere a che fare unicamente con le conoscenze, capacità (anche di recupero) e competenze degli studenti; con le loro possibilità o meno di affrontare l'anno successivo serenamente e proficuamente (o di proseguire gli studi o di lavorare, ecc).

Poi ci sono insegnanti che si spendono per far passare TUTTE/I all'anno successivo, a prescindere da: conoscenze, capacità o competenze.

Se in buona fede, questi ultimi, lo fanno per una sorta di malinteso senso umano (buonismo).

Se in malafede, perché non vogliono prendersi la responsabilità (e il rischio di ricorsi) connessa a una bocciatura.

In entrambi i casi, ovviamente, siamo in presenza di distorsioni che hanno gravi conseguenze sulle vite dei singoli e sulla società: fermare un ragazzo o una ragazza solo perché "difficile", o perché non accetta l'omologazione, è un danno per lui/lei e per la società (si vedano i tanti esempi di piattume e apatia che incontriamo tutti, e troppo spesso); mandare avanti un ragazzo o una ragazza che non è in grado di seguire con profitto il successivo percorso di studi, è fuorviante e umiliante per lui/lei (che se ne renda conto o no) e nefasto per la società (si vedano i troppi esempi di ignoranza e arroganza - e ignoranza arrogante - che impregnano tutti gli ambiti e i contesti. Lavorativi e non.).

In quest'articolo si parla della seconda di queste storture (più frequente in questi tempi in cui regna sovrana la pavidità e la deresponsabilizzazione degli adulti?). In estrema sintesi, si propone quanto segue (e che mi trova d'accordo):

“Proponiamo che per le scuole superiori si studi un’organizzazione per livelli: in pratica, non si passa dalla prima classe alla seconda (e così per le altre), ma dal primo al secondo corso  di  italiano,  da  primo  al  secondo  di  matematica e  via  dicendo,  un  po’  come succede all’università, dove si devono superare algebra 1 e algebra 2, fisica 1, 2 e 3, e via dicendo. Si potrà quindi “bocciare” anche in una sola materia e ripetere solo quella, invece che tutte le materie. La verifica degli apprendimenti assumerebbe tutt’altra credibilità"

Nel frattempo, o colleghe e colleghi, ritroviamo il senso del nostro ruolo anche in questo, per favore: che passi all'anno successivo (o esca dalle superiori) solo chi è preparato, o può effettivamente recuperare le lacune (poche), o più di quel che ha fatto non può proprio fare (magari, in quest'ultimo caso, lo si indirizzi verso percorsi in cui mettere a frutto al meglio le proprie capacità o, se è il caso, possa recuperare quelle facoltà che gli risultano obnubilate da problemi non cognitivi). E per le/gli altre/i: "altro giro, altra corsa!".

Senza patemi o patetiche ipocrisie, please!

 

Commenti 

 
0 #1 Paolo Fasce 2014-11-08 15:21
Giocherellona...
Credo che gli opposti che hai descritto derivino essenzialmente da uno stato di fatto che è la rigidità della scuola italiana e la sua incapacità ad assolvere il ruolo che gli è stato affidato, in particolare laddove l'alleanza scuola-famiglia sia assente.
Stanti così le cose, allora il docente con valori che chiamerei di destra, tende a bocciare a prescindere, al contrario l'altro tende a promuovere.
Ci stiamo comunque guardando l'ombelico, mentre altri modelli di scuola, più responsabilizza nti e flessibili, emergono dai confronti internazionali. Importa a qualcuno?
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, e non utilizza cookie di profilazione. Per saperne di più sui cookie consultare la pagina Cookie Policy.

Accetto i cookie da questo sito.