Powered by JoomlaGadgets

VISITE

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi28
mod_vvisit_counterQuesta settimana967
mod_vvisit_counterQuesto mese5184
mod_vvisit_counterIntero periodo350533

Sito della Prof.ssa Angelucci
 

Immagini e matematica

Costruiamo consapevolezza. Quando è possibile. (28/01/2017) PDF

Negli ultimi quarant'anni  anni (circa) sono stata allieva di insegnanti diversi e in diverse discipline. Non tutte scolastiche. E credo di aver assistito a un cambio di paradigma notevole.

Un cambio di paradigma che ha seguito percorsi non lineari: l'ho visto attivare dalle mie maestre della materna (metodo Montessori) e delle elementari (mitica maestra Piccinini, che aveva letto Emma Castelnuovo) - gli anni '70 erano favolosi, dal punto di vista culturale - e poi l'ho visto riaffacciarsi di rado, finché non sono andata a scuola di teatro (da parte solo di alcuni insegnanti: Roberto Silvestri e Rino Cassano, in particolare, era il 1990) e poi a scuola di danza (con Diana Damiani, dal 1998) e poi alla Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario (2000) e infine nel secondo ciclo di lezioni di canto (Lucia Cossu, 2016).

Questo cambio di paradigma prevede che si passi da un insegnamento prevalentemente basato sull'imitazione a un insegnamento fortemente incentrato sulla consapevolezza.

Nel rapporto di insegnamento-apprendimento, in realtà, non si può estirpare del tutto l'imitazione. In particolare quella più profonda in cui i neuroni specchio dell'insegnante di rivolgono direttamente ai neuroni specchio degli studenti (un motivo in più per attivare momenti di didattica laboratoriale a scuola, con l'insegnante che passa tra i banchi e si rivolge direttamente a chi non riesce a proseguire da solo o a chi vuole conferme: da lontano questo tipo di comunicazione è più difficile che da vicino).

Ma certo è che da un punto di vista morale, ma anche pragmatico, rendere l'allievo consapevole più possibile del senso di quello che dovrebbe imparare è più corretto e più produttivo.

Oltretutto, nonostante i primi tempi la maggior parte degli allievi non capisca niente neanche delle basi della disciplina cui si sta dedicando, qualunque essa sia (penso a me stessa nei primi anni di lezioni danza o in questi primi mesi di lezioni di canto; ma anche ai miei studenti), sono tremendamente diffidenti e tremendamente presuntuosi e non accettano più, al giorno d'oggi, di fare qualcosa senza uno straccio di motivazione. Sport del calcio escluso, forse.

Una giusta miscela di imitazione e consapevolezza, abbandono e controllo, cieca fiducia e spirito critico credo che sia l'obiettivo cui dovremmo mirare, come allievi, e far mirare i nostri allievi, come insegnanti.

Come insegnante lavoro a questo obiettivo da anni. Ed è, tanto per cambiare, una lotta: ci sono studenti che rifiutano di acquisire consapevolezza (!) e studenti che rifiutano di ubbidire. E studenti che rifiutano l'una o l'altra cosa a giorni alterni o nel corso della singola lezione... Ma siamo pagati profumatamente proprio perché il nostro è un lavoro complesso. O no?

E del resto, come allieva, anch'io faccio fatica a ubbidire. Anche se so quanto è tutto più semplice dal momento in cui ti lasci andare e ti affidi all'insegnante.

Lo so, è il secondo post a distanza di poco tempo in cui uso la parolaccia: "ubbidire". E, questa volta, in un post incentrato sulla consapevolezza, oltretutto. E' che sono complementari, consapevolezza e inconsapevolezza. Come lo sono raziocinio e inconscio: l'equilibrio e la sinergia tra entrambi è ineludibile.

E così sì: massima consapevolezza possibile per i nostri studenti ma anche la capacità di affidarsi e ubbidire, quando è necessario (quest'ultima, affidata anche al lavoro delle famiglie).

Sempre più mi convinco, crescendo come persona, come allieva e come insegnante, che sono molti e importanti i momenti in cui è necessario che un allievo ubbidisca e basta. Che si affidi con fiducia all'insegnante. Almeno a quegli insegnanti che, tanto faticosamente, la loro fiducia si sono guadagnati. Anche dando loro più consapevolezza possibile. Quando è possibile.  

 
Il mestiere dell'insegnante e il mestiere dell'attore (21/01/2017) PDF

Non uno da poco ha detto che: "Il buon insegnamento è per un quarto preparazione e tre quarti teatro". La frase, attribuita a Galileo Galilei, è arcinota, ma mi è capitato di recente di ripensarla da un punto di vista per me nuovo. In particolare assistendo a prove di attore egregie (a teatro e al cinema) e a prove di attore scarse (a teatro). E in relazione a una particolare lezione che ho tenuto pochi giorni fa.

 
I genitori spazzaneve PDF

Leggo sul Sole 24 Ore l'ennesimo invito ai genitori a fare un passo indietro. Qui l'articolo.

Ma perché? Qual è il problema se i genitori cercano di proteggere i propri figli? Non è sacrosanto diritto-dovere dei genitori proteggere i propri figli?

 
Incontriamoci per parlare di matematica PDF

Quest'anno mi è venuta la curiosità di vedere come sarebbe parlare di matematica con adulti che hanno voglia di parlarne. Così ho proposto all'UPTER di Roma di aprire un ciclo di incontri e loro hanno accettato.

Se quindi abitate a Roma, avete perso il treno-matematico da gggiovani, o avete voglia di riprenderlo, o quel che sia, postremo vederci per dodici lunedì in Via IV Novembre, 157, dalle 19 alle 21.

Ripercorreremo le tappe principali di costruzione dell'edificio matematico a partire dai due grandi blocchi elementari - numeri e figure - per arrivare dove decideremo assieme che ci interessa arrivare.

Tanti modi infatti ci sono di intendere la matematica: linguaggio, sistema filosofico, strumento, ecc.

E tante relazioni la matematica ha con la nostra cultura e con la vita di tutti i giorni.

Il tutto partirà solo se ci sarà un numero minimo di iscrizioni. Ci si può iscrivere qui.

Vi aspetto.

 
La scuola deve porre al centro... PDF

...che cosa? chi? Gli studenti (e le loro famiglie)? I docenti e la loro professionalità? Conoscenze e competenze degli studenti? Qualcos'altro? [Mi riferisco alla secondaria di secondo grado].

 
“Mio figlio dice che la sua prof lo deride” PDF

Potete leggere qui il lungo e argomentato post della collega Isabella Milani che ha per titolo il virgolettato qua sopra. Per i curiosi, o i pigri, un estratto secondo me significativo (la collega si rivolge direttamente ai genitori). I grassetti sono miei.

 
Siamo in guerra PDF

Siamo in guerra dal 2001. Siamo, inteso come occidentali. Siamo, inteso come mondo.

A quardare qui e qui, guerre e colpi di Stato non sono mai cessati del tutto dalla fine della seconda guerra mondiale in poi. E ogni guerra, già da tempo ormai, non è più circoscritta in un territorio ben individuabile, ma coinvolge tutto e tutti, non solo sul piano morale.

 
«InizioPrec.1234567Succ.Fine»

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, e non utilizza cookie di profilazione. Per saperne di più sui cookie consultare la pagina Cookie Policy.

Accetto i cookie da questo sito.