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Sito della Prof.ssa Angelucci
 

Immagini e matematica

Elementi di Analisi in Terza Liceo - 24/06/2017 PDF

Iniziare lo studio dell'analisi in terza liceo scientifico? normalmente è un argomento che si comincia ad affrontare in quinto!

E si vede con quali risultati: è talmente vasto e difficile (richiede un abitus mentale a sé, rispetto ad altri temi della matematica) che solo gli studenti più motivati e attenti riescono a capirci qualcosa.

Assieme ad alcuni colleghi abbiamo dunque provato a cominciare a introdurre elementi di analisi in terza (e quarta) liceo. Quest'anno non ci siamo coordinati: abbiamo saggiato il terreno seguendo ciascuno il proprio istinto e relazionandoci strada facendo, di tanto in tanto. A settembre tireremo le fila perché pare che, per ciascuno di noi, le cose siano andate più che bene...

Io innanzitutto ho saltato un passaggio: ho parlato subito di studio del segno di una funzione senza "passare per" il concetto di disequazione (coerentemente con gli anni precedenti in cui ho sempre legato argomenti di algebra ad argomenti di geometria).

Alcuni colleghi hanno introdotto in maniera intuitiva sia i limiti sia le derivate. Io ho trattato solo le derivate e solo di funzioni polinomiali.

Ecco qui di seguito alcuni file di supporto forniti agli studenti. Nel file "tangente a parabola" c'è il primo approccio alle derivate. Ho utilizzato poi passi di file presenti già nella sezione MATEMATICA --> ANALISI --> quina liceo. E alcune lezioni non sono state riversati in file di testo perché, potendo usufruire di LIM, salvo abitualmente le lezioni sul registro elettronico, in condivisione con i ragazzi.

Il libro di testo è stato utilizzato in relazione allo studio del segno: operando piccole modifiche linguistico-concettuali come quella inerenti disequazioni e studio del segno.

In quarta liceo ho introdotto in maniera intuitiva i limiti. E poi le derivate per le funzioni polinomiali. Seguirà post dedicato.

 
La scuola in Harry Potter - (16/04/2017) PDF

Quest'estate ho fatto una piccola, piacevole, maratona e mi sono letta i setti romanzi della saga di Harry Potter. Purtroppo in traduzione (a causa della mia limitata conoscenza della lingua inglese).

Scriverò questo post pensando di rivolgendomi a persone che conoscano la suddetta saga, inserendo pochi link di approfondimento per eventuali profani. Chiedetemi pure chiarimenti nei commenti, se volete saperne di più.

Avevo visto (e più volte) i film, ma devo dire che ho trovato molto interessanti i libri. Ci sono questioni importanti nei libri che nei film non appaiono. Su tutte, svetta l'appassionarsi di Hermione Granger alla causa degli elfi domestici che vengono brutalmente sfruttati e non se ne rendono neanche conto ritenendosi, anzi, soddisfatti della propria condizione. Vi ricordano qualcuno?

Non solo per questo aspetto, la saga di Harry Potter costituisce un'affascinante e complessa metafora dei nostri giorni. E in più parti il percorso di formazione dell'autrice dei libri, J. K. Rowling,  sembra emergere nettamente. Particolarmente illuminante, in tal senso, la conferenza che la stessa tenne per il laureati di Harvard nel 2008. Potete trovarla qui.

Ci sono molti aspetti della saga che si potrebbero discutere. Ma mi occuperò solo di come la Rowling rappresenta la scuola per streghe e maghi di Hogwarts. E un luogo importante: è il luogo dove si svolge la gran parte delle vicende (ancor più nei libri che nei film). E le dinamiche studenti-insegnanti e studenti-studio tratteggiate dall'autrice hanno molto colpito l'insegnante (italiana) che è in me.

Grazie al fatto che la Rowling ha lavorato a scuola infatti, la sua conoscenza del contesto non è astratta e stereotipata - come accade invece nelle rappresentazioni fatte da di chi ritenga di conoscerla avendola frequentata come allieva/o, o perché ha figli che la frequentano, ma invece non ne sa niente (si veda post precedente).

La scuola per streghe e maghi di Hogwards è una scuola di extraélite. E' una scuola privata costosissima. Eppure è tutt'altro che il paradiso della didattica e delle relazioni di insegnamento-apprendimento. Anzi. Vi sono rappresentate tutte le tipologie di insegnante e nelle proporzioni tipiche di una qualunque scuola pubblica italiana (per esempio): l'insegnante noioso (Storia della magia), l'insegnante rintronato (Divinazioni), l'insegnante incompetente (almeno due fra quelli che si alternano in "Difesa dalle arti oscure"), l'insegnante normale (la maggioranza), l'insegnante scorbutico (Pozioni) e l'insegnante eccezionale: Lupin, in un episodio soltanto ("Difesa dalle arti oscure").

Mi fa osservare mia figlia poi, come tutte le competenze di base vengano date per scontate e non si dedichi la minima energia a supportare chi non le possegga al meglio: i ragazzi possono aiutarsi tra loro (e lo fanno). Questo è tutto.

Il Preside sì che è una figura eccezionale (seppur  meno cristallina di quanto si possa pensare all'inizio). Nel senso di non corrispondente alla media delle scuole in cui ho lavorato. E risulta eccezionale anche nella misura in cui avendo avuto in giovinezza la possibilità di ricoprire qualunque ruolo di potere avesse voluto, abbia scelto di diventare preside della scuola più prestigiosa del Regno della Magia. Riprenderò questa questione politica tra poche righe.

Quello che vorrei sottolineare, innanzitutto, è come a Hogward - scuola di fantasia, concepita per formare la classe dirigente di una énclave di persone già elette per nascita (ahimé) - gli studenti lavorino tantissimo, assistendo a molte ore di lezione e svolgendo montagne di compiti - spesso assegnati da un giorno all'altro - e tutto questo sia dato per scontato (e anzi aiuti a cementare altri aspetti centrali della saga: il ruolo dell'amicizia sì, ma più importante l'esigenza dell'essere uniti e collaborativi, per raggiungere l'obiettivo). Tutti hanno chiarissimo infatti che la magia è senz'altro un incredibile dono ma senza un duro lavoro, senza umiltà, applicazione, perseveranza e passione, non se ne può cavare un ragno dal buco (come per qualunque altro dono che il nostro DNA di babbani ci possa fare, no?).

Infine, i genitori ingeriscono, sì, e pesantemente anche; ma sono personaggi marginali e diventano determinanti solo quando gentaglia nera prende il potere.

Concludiamo parlando di politica dunque. Come sanno anche le pietre (ma molti italiani no, o fanno finta di no), la scuola è una delle istituzioni fondanti di una società e quindi è anche una scacchiera sulla quale si giocano giochi di potere. A volte sporchi, purtroppo.

Impressionante, nella saga, la mole di pressioni, di ingerenze e infine di pesanti infiltrazioni che si attiva man mano che il Governo del Mondo della Magia viene occupato da personaggi che hanno a cuore solo il proprio potere personale - perseguito ovviamente con cieca brutalità e violenza - e non il bene collettivo.

Non vi ricorda niente che ci riguardi tremendamente da vicino?

 
"Classe Z" (26/03/2017) PDF

Giovedì 23 marzo, per una serie di casualità, mi ritrovo il cinema a scuola: una quasi vera sala cinematografica, allestita in palestra, per l'anteprima per la stampa (?) di: "Classe Z".

 
Ma questi compiti, servono o no? (26/02/2017) PDF

Venerdì mattina di un paio di settimane fa, prendendo la metro per andare a lavoro, eccolo là, a tutta pagina, su quella specie di giornale che è Metro: fotona di ragazzino sommerso da libri e titolone inequivocabile: "Ma questi compiti mi servono o no?" [pare che la punteggiatura nei titoli stia male...].

 
Costruiamo consapevolezza. Quando è possibile. (28/01/2017) PDF

Negli ultimi quarant'anni  anni (circa) sono stata allieva di insegnanti diversi e in diverse discipline. Non tutte scolastiche. E credo di aver assistito a un cambio di paradigma notevole.

 
Il mestiere dell'insegnante e il mestiere dell'attore (21/01/2017) PDF

Non uno da poco ha detto che: "Il buon insegnamento è per un quarto preparazione e tre quarti teatro". La frase, attribuita a Galileo Galilei, è arcinota, ma mi è capitato di recente di ripensarla da un punto di vista per me nuovo. In particolare assistendo a prove di attore egregie (a teatro e al cinema) e a prove di attore scarse (a teatro). E in relazione a una particolare lezione che ho tenuto pochi giorni fa.

 
I genitori spazzaneve PDF

Leggo sul Sole 24 Ore l'ennesimo invito ai genitori a fare un passo indietro. Qui l'articolo.

Ma perché? Qual è il problema se i genitori cercano di proteggere i propri figli? Non è sacrosanto diritto-dovere dei genitori proteggere i propri figli?

 
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